Serve a qualcosa il paradiso? o la sua perfezione include l'inutilità?
Non c'è al mondo oggetto librario più fascinoso, seducente, innamorativo di una Enciclopedia.
Nello psicoanalista c'è una strana mescolanza del fool e del prete, direi del vescovo e del ciarlatano.
In generale, gli scrittori sono convinti segretamente di essere letti da Dio.
Producete, producete cultura: è il vostro mestiere, e soprattutto è il contrario della letteratura.
E' di quegli uomini che vengono rassicurati dal nulla.
Il paradiso è sotto i nostri piedi e sopra le nostre teste.
In paradiso la sola cosa che manca è la compagnia.
Il paradiso è quaggiù, mentre respiriamo e viviamo. Dopo, si diventa un pugno di cenere e tutto è finito.
In paradiso un angelo non è niente di particolare.
C'è tanta gente malata ed esausta che, generalmente, il paradiso è concepito come un luogo di riposo.
Si dice che la creazione del Paradiso fosse la favola di un ignoto amore che a un certo punto sprigionò le ali dalla crosta terrestre, e così, raffreddandosi la terra, comparvero, al di là delle credenze bibliche, i primi voli degli angeli.
Nella nostra cultura noi non riusciamo a pensare al paradiso, per il momento, se non come una variante particolarmente luminosa del nulla.
Il paradiso lo preferisco per il clima, l'inferno per la compagnia.
Non sappiamo cosa fanno uomini e donne in paradiso. Sappiamo soltanto che non si sposano.