Il ricco è sempre venduto all'istituzione che lo rende ricco.
Noi sprechiamo la vita nei dettagli. Semplicità, semplicità, semplicità!
Ogni poeta ha tremato sull'orlo della scienza.
Ciò che viene comunemente definito amicizia è solo un pizzico d'onore fra mascalzoni.
Il successo di solito arriva a quelli che sono troppo occupati per stare a cercarlo.
Un altro può anche pensare per me, ma non è desiderabile che lo faccia precludendomi la possibilità di pensare per me stesso.
La spesa pubblica in deficit è semplicemente uno schema per la confisca della ricchezza. L'oro impedisce la strada a questo insidioso processo.
La ricchezza copre tutto: la volgarità, la stupidità, l'ignoranza. È frutto non di doti speciali, ma di abilità che a volte accomunano il ricco e il criminale.
Si dice che la ricchezza non fa la felicità, ma bisogna ammettere che la simula molto bene.
Di chi è meglio che sia piena la città: di ricchi, che coi loro mezzi aiutano sé e gli altri, o di poveri, che né a sé né agli altri sono di aiuto?
Le ricchezze moltiplicano gli amici, ma il povero è abbandonato anche dall'amico che ha.
Ogni uomo ambizioso deve lottare contro il suo secolo con le proprie armi. Ciò che questo secolo adora è la ricchezza. Il Dio di questo secolo è la ricchezza.
Della ricchezza gode soprattutto l'uomo che non ne sente affatto il bisogno.
La ricchezza rende malvagi.
Durante la prossima canzone, voi seduti nei posti più economici battete le mani, per gli altri è sufficiente far tintinnare i gioielli.
La ricchezza secondo natura ha confini ben precisi ed è facile a procacciarsi, quella secondo le vane opinioni cade in un processo all'infinito.