Chi corre dietro a due lepri non ne prende alcuna.
Ma che dolce delirio è il loro, allorché si fabbricano mondi senza fine, allorché misurano come con il pollice e con il filo, sole, luna, stelle, sfere.
La vita umana nel suo insieme, non è che un gioco, il gioco della pazzia.
In gran parte i mariti sono come li fanno le mogli.
Non si gode a possedere qualcosa senza compagnia.
Se per caso una donna vuole passare per saggia, ottiene solo di essere due volte folle.
C'è poca scelta tra le mele marce.
Nella scelta dei loro balocchi gli uomini sono irrazionali come i bambini.
L'utile e l'inutile non possono, come in linea di massima il bene e il male, che procedere insieme, e l'uomo deve fare la sua scelta.
A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione e altri sceglieranno per lui.
La scelta è il male. Rifiutarsi di scegliere. Anzi, rifiutarsi, semplicemente.
La scelta ci fa paura, ed è potenzialmente eterna. È nelle mani della generazione attuale: una decisione a cui non possiamo sottrarci, e una scelta di cui ci pentiremo o ci rallegreremo per tutte le generazioni future.
L'umanità si trova oggi ad un bivio: una via conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.
Al di la del bene e del male andava bene in teoria, ma poi per vivere bisognava scegliere.
Se bussi una due tre quattro cinque infinite volte a una porta ambita e non si apre, non significa che non ti vogliono, che fanno finta di non sentirti, che ti hanno escluso dalla loro madia e dal loro giaciglio, significa che è la porta sbagliata per te.
Aver la forza di scegliere ciò che si preferisce e di attenervisi. Se no è meglio morire.